Tinteggiare senza stress

Tinteggiare senza stress

Cambiare colore delle pareti per ripartire alla grande.

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In foto - Tappeto Opera in sintonia con l'arredamento della stanza

Ultimi giorni di tempo libero, temperature ancora (si spera per un po’) calde, senza essere soffocanti: gli elementi per decidere di dedicarsi a qualche lavoro di bricolage in casa ci sono tutti. Perché non approfittare per tinteggiare senza stress, rinfrescare una stanza, o decidere di cambiarle colore per prepararla alla nuova stagione? Una ventata di novità, anche dentro le mura domestiche, darà una sferzata di energia, facendo riscoprire la voglia di riprendere le nostre attività quotidiane, di lavoro o studio.
Lungi da noi sottovalutare le insidie che i lavori in casa nascondono, specie per gli sprovveduti entusiasti: tinteggiare è un lavoro, e in quanto tale comporta fatica, richiede perizia ed esercizio, e potrebbe rivelarsi al di sopra delle nostre capacità. Nemmeno un buon tutorial tecnico potrà in realtà colmare le lacune di chi si approccia oggi per la prima volta a questa impresa. Il che non significa, però, che non sia da tentare!

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In foto - l'entusiasmo per un nuovo progetto

Ecco allora i nostri consigli per affrontare il tutto senza stress, anzi facendo delle giornate passate a cambiare colore di una (o più) pareti, del tempo di qualità.
La prima indicazione viene dalla filosofia: conosci te stesso. Se non tolleri un lavoro eseguito meno che a regola d’arte, non cimentarti da inesperto ma chiama un professionista. Se invece ami metterti di fronte ad una sfida nuova, armati di tutto ciò che serve e parti! Scegli il “do it yourself” anche se hai il gusto delle cose fatte in casa, se ami il sapore della soddisfazione personale (rinunciando forse alla perfezione) e se per te, in fondo, tinteggiare è un mezzo, non un fine. Di questo parleremo dopo.

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In foto - tutto quello che serve a portata di mano

Definiamo “senza stress”, in base a tre momenti: prima, durante e dopo il tinteggiare.
Prima è fondamentale sognare un po’, fantasticare ma anche cercare immagini che ci faranno da guida nell’esecuzione del lavoro. Un piccolo progetto, insomma. Vietato buttarsi su colore e pennello senza aver immaginato il risultato finale. Quindi via di ispirazione, anche da Pinterest o da riviste di interior design, ma sempre con i piedi per terra, che le utopie sono destinate a deludere. Consideriamo gli spazi a nostra disposizione, gli arredi che dovremo riutilizzare. Questi saranno i “paletti” del nostro progetto, attorno a cui tutto dovrà ruotare. Orienteranno nella scelta dei colori, che non può essere fatta solo seguendo la moda del momento, ma non saranno solo dei limiti, anzi sono da considerare stimoli alla creatività!
Analizzato ciò che dovrà restare, consideriamo anche ciò che potremo cambiare, nello specifico tutti i tessili, dai cuscini alle tappezzerie, tende e tappeti.

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In foto - tappeto Loft in armonia con il resto dell'arredamento

E qui arriva la seconda indicazione, che arriva dallo stile (interior design ma anche moda): abitua l’occhio a “tirare fuori” un colore. Un dettaglio, un filo della trama del tessuto di un cuscino, un elemento del disegno del tappeto o del copriletto possono fare da guida per la scelta del colore di una parete. Questo colore verrà quindi amplificato con un effetto di grande armoniosità per l’intero ambiente, e aiuterà ad osare un po’, senza disturbare il senso di equilibrio generale.

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In foto - scegliere con cura il colore giusto

Naturalmente nel “prima” ci sta tutta la preparazione della stanza, da svuotare il più possibile, coprendo meticolosamente quel che resta dentro, per proteggere gli arredi da eventuali schizzi di colore. Non può mancare il consiglio tecnico dell’esperto in colorificio, riguardo i materiali da preferire e le rese dei diversi prodotti. Il consiglio è di attenersi al livello di perizia che riteniamo di avere, non cimentiamoci inutilmente in decori e lavorazioni inadatte alle nostre capacità, pena il rovinare la seconda fase, l’esecuzione del lavoro.

La fase operativa vera e propria, se vogliamo renderla a “zero stress” deve, a nostro avviso, essere illuminata dal detto “fatto è meglio che perfetto”. È l’indicazione tipica di chi guida il cambiamento, esortando all’azione (ad esempio i coach). Possiamo prendere il lavoro di tinteggiatura come palestra di cambiamento. Cambia la stanza, e con essa la nostra percezione di uno spazio usuale, forse la sua destinazione d’uso, e comunque la considerazione che avremo della nostro nuovo ambiente. Ma cambiamo anche noi, che diventiamo imbianchini per un giorno, dimostrando di non temere di affrontare un compito nuovo (idea che ci farà buona compagnia anche al lavoro, specie in tempi di grande variabilità, come l’attuale), mettendo tutte le nostre risorse a disposizione dell’obiettivo.

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In foto - pronti per affrontare una nuova sfida

Possiamo coinvolgere anche i ragazzi, sperimentando un lavoro di gruppo, in cui si affidano nuove responsabilità ai giovani, o addirittura dove potrebbe essere il più piccolo a dirigere il tutto, quasi per gioco. Un lavoro manuale, da fare in casa, può diventare l’occasione per valorizzare talenti altrimenti sopiti. Una insolita fatica fisica potrebbe far rivalutare l’obbligo dei compiti per scuola, ad esempio, mentre il raggiungere il risultato potrebbe essere metafora del decidere di porsi obiettivi ambiziosi anche in altri campi, affrontandone gli oneri, per non parlare della soddisfazione dell’effetto finale e di come proprio un’attività diversa dalla routine possa stimolare la creatività.

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In foto -  Coinvolgere anche i bambini per stimolare la creatività

E arriviamo al dopo, supponendo che tutto sia andato secondo i piani. Se avremo pensato al processo, come indicato sinora, non dovremo mancare di concludere tutto con un grande festeggiamento, dell’intero team di lavoro ma anche di noi stessi, se siamo stati gli unici esecutori. Celebrare i successi, grandi o piccoli, pare essere uno dei punti cardine delle persone appagate. Quindi un bel brindisi, un festeggiamento in cantiere tra i lavoranti, o un invito ad amici ad ammirare la stanza rinnovata, ci stanno tutti.
L’ultimissima indicazione viene dal personal trainer: possiamo pensare al lavoro fisico come ad un momento di work-out in palestra, ecco allora che comprendiamo come sia fondamentale controllare sempre di compiere i movimenti in modo corretto, senza forzare le posizioni (specie a carico della schiena). Alla fine sarà d’obbligo regalarsi una bella sessione di stretching. In questo modo il festeggiamento finale non avrà ombre!

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In foto - La soddisfazione per il risultato raggiunto

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